Ogni domenica nel nostro laboratorio bolognese esploriamo una regione d'Italia attraverso le sue forme di pasta. Niente macchinari, niente scorciatoie. Solo farina, uova, acqua e tecnica tramandata.
La mattinata inizia con una breve introduzione geografica e culturale. Capire perché la Puglia ha l'orecchietta e la Liguria la trofie non è solo curiosità: è il modo per memorizzare la tecnica attraverso il contesto.
Ogni regione ha il suo impasto. La sfoglia emiliana vuole solo uova e farina 00. Le orecchiette richiedono semola rimacinata e acqua tiepida. Lavorare l'impasto a mano insegna la consistenza giusta attraverso il tatto, non attraverso un timer.
Questa è la parte che richiede più attenzione. Ogni forma ha la sua logica gestuale. Mostriamo prima, poi affianchiamo ogni partecipante individualmente finché la forma diventa naturale.
La pasta viene condita secondo la tradizione regionale. Il ragù bolognese non è uguale al sugo di pomodoro campano. Discutiamo ingredienti, proporzioni e il motivo per cui certi abbinamenti funzionano e altri no.
Si mangia insieme quello che si è prodotto. A fine lezione ogni partecipante riceve il ricettario cartaceo della regione del giorno, stampato con carta riciclata, con dosi, varianti e note tecniche.
Ogni lezione è un viaggio autonomo. Si può seguire una sola domenica o più incontri nel tempo.
La sfoglia bolognese è una disciplina in sé. Impariamo a stendere la pasta sottile senza mattarello elettrico, a tagliarla a mano con il coltello e a capire perché la larghezza della tagliatella non è arbitraria.
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Il pollice che trascina il pezzetto di semola sul piano rugoso: questo gesto semplice richiede pratica. Abbiniamo le orecchiette al condimento più iconico del Salento.
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Rullare il filamento di pasta sul palmo della mano con un movimento preciso. Le trofie hanno una forma irregolare che si ottiene solo con la tecnica giusta. Il pesto lo prepariamo con mortaio e pestello.
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Impariamo la chiusura a mano dei ravioli, la gestione del ripieno e come evitare che si aprano in cottura. Il ripieno cambia a seconda della stagione e della tradizione regionale del giorno.
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Tecnicamente non è pasta, ma la lavorazione a mano degli gnocchi insegna concetti fondamentali sull'idratazione dell'impasto. La patata giusta, la farina nella quantità minima necessaria, la pressione sul riga-gnocchi.
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Mangiare insieme quello che si è prodotto con le proprie mani è la parte del workshop che cementa tutto. Non è un pranzo veloce: ci si siede, si parla del processo, si confrontano le forme ottenute, si discute del condimento.
È anche il momento in cui i partecipanti si rendono conto di quanto il sapore della pasta fatta a mano sia diverso da quello della pasta industriale. Non perché sia "migliore" in senso astratto, ma perché è diverso nel corpo e nella consistenza.
Chi siamoI workshop si tengono la domenica mattina nel laboratorio di Bologna. Ogni incontro dura circa tre ore e mezza, degustazione inclusa.
Non utilizziamo macchinari per la pasta. Mattarello, piano di lavoro in legno, coltello e le mani. Questo è l'approccio che insegniamo e che si può replicare a casa.
Ogni domenica è dedicata a una regione diversa. Le forme, l'impasto e i condimenti cambiano completamente da un incontro all'altro.
A fine lezione si porta a casa un ricettario stampato dedicato alla regione del giorno, con dosi precise, varianti stagionali e note sulla tecnica.
I posti sono limitati per garantire attenzione individuale a ogni partecipante. Inserisci il tuo nome nella lista d'attesa e ti contatteremo per confermare la disponibilità.